I figli si amano. Senza ma e senza forse.

Si amano, non si trascurano per le proprie difficoltà, i figli sono la priorità.

Perché possano essere adulti integri, funzionali e capaci di amare.

Quando mi ritrovo davanti ad adulti con attaccamento insicuro evitante /ambivalente, poco capaci di amare perché non sono stati amati come avrebbero dovuto, a me sorge sempre una domanda: danno un premio se si fanno figli? Si é una persona considerata migliore se si hanno figli? Quale strampalato ragionamento c’è dietro a situazioni in cui non si é pronti a rinunciare a sé stessi per un figlio?

Non é una clausola necessaria avere prole! Oppure quelli che hanno più figli, ma hanno una preferenza per solo uno di loro, piuttosto quelli che credono che amare significhi comprare il gioco nuovo, dare il tablet per cenare tranquilli, essere oppressivi per proteggerlo non lasciandolo crescere, rifiutare un abbraccio “perché lo fa intenzionalmente di non farmi dormire!”.
I bambini non fanno i malanni per fare uno sgarro, lo fanno perché stanno crescendo!
E se lo ripetono, é l’adulto poco capace, non il bambino che non capisce. Ugualmente gli adolescenti.
Se si decide di avere figli, la clausola è solo una.
Amare. Come?
Baciare, abbracciare, ascoltare il loro respiro mentre dormono, avere pazienza di aspettare i loro tempi, rispondere alle loro esigenze, dire loro quanto li amiamo, quanto sono importanti anche quando si é arrabbiati.
Non lasciarli soli, non farli sentire incapaci, non essere indifferenti al loro pianto, parola, scatto di rabbia, discussione in un susseguirsi di evoluzioni per farli diventare grandi.
Discutere quando si fanno grandi, ascoltare il loro punto di vista, cercare un compromesso. Allora potranno essere adulti completi.
Mentre siamo in una sessione EMDR assistere ad adulti deprivati di affetto, é qualcosa di molto doloroso.
Perché non c’è colpa. Ma solo una grande sfortuna.
La sfortuna di avere avuto genitori inadeguati.
E sì, è vero, fare i genitori è difficile, ma un bambino amato saprà cavarsela in ogni caso.
Quindi é alla base, prima ancora di consultare i grossi manuali pedagogici

La deprivazione emotiva torna. Ahimè. Sempre.

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